Tra
le varie immagini dell'ultimo film di Sorrentino, This must be the place,
ce n'è una che, a distanza di ormai qualche mese, ricordiamo di una
rara forza espressiva. Il rocker fallito, simbolo dell'immobilismo
musicale degli ultimi anni, maschera di se stesso, è alla ricerca
dell'aguzzino nazista del padre. Riesce a rintracciarlo, ormai più
che ottuagenario, dentro un caravan, solo nel bel mezzo della
Siberia.
Faccia
a faccia con l'orrore, Cheyenne porta la mano alla tasca; ci
aspettiamo che tiri fuori un'arma, per farla finita col passato e
completare una volta per tutte la vendetta. Ma ecco che invece dalla
tasca emerge una macchina fotografica, l'avvicina al viso del
gerarca, e il flash fa le veci dello sparo. Un
passato immortalato per sempre dal semplice gesto del rocker, invece
di essere distrutto come merita.