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lunedì 5 gennaio 2015

Contro i monoliti


(...) tutte le culture sono coinvolte l'una con l'altra, nessuna è unica e pura, tutte sono ibride, eterogenee, straordinariamente differenziate e non monolitiche.
Edward W. Said, Culture and Imperialism, 1993

A Damio e alla Virgi

Che oggi, in Europa (in Italia!), parole come quelle di Said stupiscano ancora dopo ventun anni, è un fatto da registrare con preoccupazione e da tramandare, si spera, per il ludibrio dei posteri.

sabato 6 luglio 2013

L'ibridazione delle categorie

La metafisica non è morta, a dispetto di tutte le ingiurie e gli accidenti che le hanno augurato. Non si può fare a meno di usare categorie metafisiche, e questo per una ragione molto semplice: l'uomo è un animale metafisico. Checché ne dicano scientisti, positivisti e scienziati, la metafisica non è il regno dell'errore e della speculazione vuota, né la bestia nera nata dalla soppressione delle regole logiche; più semplicemente essa è la struttura di base che le permette, il “luogo comune” su cui costruire.

Il problema è tale solo se è affrontabile – affrontabile, notare bene, e non risolvibile, e neppure falsificabile – all'interno di categorie metafisiche. Per questo non possiamo fare a meno della metafisica. Per vivere, la metafisica si nutre di opposizioni. Una celebre opposizione del pensiero occidentale descrive un movimento concettuale che ha segnato la nostra storia e la nostra visione delle cose: l'opposizione tra l'ascendere-oltre e il rimanere-dentro.