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lunedì 3 giugno 2013

La grande bellezza (solitaria)


La grande bellezza si annuncia già come film simbolo di questi anni. Sorrentino è uno dei pochi registi italiani ancora in grado di scattare istantanee; uno dei pochissimi ad avere il dono della sintesi.

Riunire è una più grande arte, un maggior merito”, scriveva Goethe nelle Affinità elettive, rispetto all'arte dell'analisi che separa e scompone, e continuava: “Un unificatore sarebbe il benvenuto in qualsiasi campo del mondo”. E a maggior ragione nel cinema.

giovedì 9 febbraio 2012

Qualche pensiero sul postmodernismo. Parte prima.


Tra le varie immagini dell'ultimo film di Sorrentino, This must be the place, ce n'è una che, a distanza di ormai qualche mese, ricordiamo di una rara forza espressiva. Il rocker fallito, simbolo dell'immobilismo musicale degli ultimi anni, maschera di se stesso, è alla ricerca dell'aguzzino nazista del padre. Riesce a rintracciarlo, ormai più che ottuagenario, dentro un caravan, solo nel bel mezzo della Siberia.

Faccia a faccia con l'orrore, Cheyenne porta la mano alla tasca; ci aspettiamo che tiri fuori un'arma, per farla finita col passato e completare una volta per tutte la vendetta. Ma ecco che invece dalla tasca emerge una macchina fotografica, l'avvicina al viso del gerarca, e il flash fa le veci dello sparo. Un passato immortalato per sempre dal semplice gesto del rocker, invece di essere distrutto come merita.