Parte terza. Il non-finito come eliminazione della sprezzatura.
Altra
ipotesi potrebbe essere quella che tenta di spiegare l'esteticità
del non-finito misurandone la vicinanza all'intenzione dell'artista.
Ovvero: non potrebbe forse essere che il non-finito sia così
affascinante proprio perché, attraverso il progetto artistico che
ancora emerge dai bozzetti e dagli accenni, siamo come avvicinati
alle intenzioni dell'artista?
Si
potrebbe paragonare l'opera completa al paesaggio che s'espande dal
belvedere, la bellezza che emerge per la completezza del colpo
d'occhio, per l'armonia dell'insieme; il non-finito sarebbe in questo
caso la carta topografica, che rivela altitudini e depressioni,
toponomastiche ed orografia.