Sparta
- anzi, Sparti - langue innocua al centro della sua bella
pianura. Quattro strade, per di più brutte e polverose, ricostruite
in fretta e furia così come veniva più comodo, a centuriazione
romana. Qualche spartana sorbisce con la solita indolenza
l'immancabile caffè-frappè estivo, guardandoci passare con aria
interrogativa.
Nulla
che lasci riaffiorare il passato, nulla che riesca a fare anche solo
intuire l'esistenza di una delle città più importanti della storia
occidentale. Altroché "Questa è Sparta!", altroché
Leonida! Oggi alza goffamente la sua spada davanti allo stadio
cittadino, impietrito dentro una scultura discutibile, meta di
fanatici o di americani di passaggio in vacanza di gruppo.
