Non si tratta di una recherche du
temps perdu: il tempo è lì, sullo schermo, tangibile, visibile.
Nessuna nostalgia nell'ultimo lavoro di Richard Linklater, Boyhood (2014),
ma piuttosto sguardi clinici e impietosi. Un'educazione sentimentale.
lunedì 27 ottobre 2014
domenica 21 settembre 2014
Es patrìda gaian #9
A Tommaso, formidabile arrancatore
Dendriti, stiliti, meteoriti. C'è chi cerca dio sugli alberi, chi sulle colonne, e chi sulle Meteore. Strane Meteore, che invece di abbattersi a terra si slanciano per centinaia di metri verso il cielo.
Cominciano
a vedersi già diversi chilometri prima dell'arrivo a Kalambaka,
questi giganti di arenaria. Dai finestrini della macchina hanno
l'aspetto fantasioso e leggero delle costruzioni dei bambini sulla
spiaggia, quando si lasciano colare la sabbia dalle mani, innalzando
torrette fatte di ribòboli e rigonfiamenti, a metà strada tra le
guglie gotiche milanesi e i progetti di Gaudì.
mercoledì 10 settembre 2014
Es patrìda gaian #8
"Nothing beside remains. Round the
decay
Of that colossal wreck, boundless
and bare,
The lone and level sands stretch
far away."
P. B. Shelley
Anche
i Greci hanno avuto i loro
Greci. Lo stupore schiacciante che proviamo al cospetto delle opere e
dei personaggi dell'antichità greca è analogo alla meraviglia
timorosa che gli stessi greci hanno espresso nei confronti della
civiltà minoica.
Ogni civiltà si sceglie i propri
antenati, più o meno coscientemente, in un processo di invenzione e
definizione delle proprie radici. Per questo motivo, ogni civiltà
rimpiange un passato dorato, un'epoca perduta di grandezza e
perfezione, che funge da indicazione per il futuro, e allo stesso
tempo da lievito stimolante.
Si parla di:
civiltà minoica,
Cnosso,
Grecia,
mito,
viaggi
lunedì 1 settembre 2014
I sentieri di Dino Campana
[Pubblichiamo qui sotto due brevi estratti dal monologo I sentieri di Dino Campana che sarà recitato il 6 settembre da Gianfranco Tondini presso il Rifugio La Burraia (Santa Sofia, FC), in occasione dell'escursione dedicata da Ravenna Festival e Trail Romagna al centenario della pubblicazione dei Canti Orfici di Dino Campana. Qui, informazioni dettagliate.]
lunedì 25 agosto 2014
Es patrìda gaian #7
Quanto
può influire lo spazio sul pensiero? Assomigliamo forse più al
nostro dove, che al nostro quando.
La
posizione di Vernant è chiara: la nascita di un pensiero razionale e
laico, l'emergere di un logos capace di contrapporsi ad un
mythos, è indissolubilmente legata alla inedita dimensione
spaziale che gli ha fatto da quinta storica: la polis.
mercoledì 13 agosto 2014
Es patrìda gaian #6
La Tessaglia si apre improvvisa, dopo chilometri di strade tormentate, come un respiro. Campi gialli infiniti, cielo limpido: un paesaggio quasi americano, da grande West, non fosse per le pecore ai lati delle strade, o per l'inteso odore di mediterraneo che continua a soffiare nel vento.
Siamo già lontani dalla classicità, dal grande abbaglio di marmo e mare; questa è terra selvatica, allo stato brado, Grecia barbara, che si contrappone alla prima come una sorella maggiore, più vecchia e scontrosa, forastica. Qui, secondo il mito, gli Dei giovani e "civili", quelli dell'Olimpo, hanno combattuto la guerra contro i Titani, Dei "selvaggi", vincendoli e istituendo un nuovo cosmo fatto di patti e giuramenti.
lunedì 11 agosto 2014
Es patrìda gaian #5
Ci
sono cose che possono essere capite solo in rapporto al "dove"
nel quale sono accadute; cose che si spiegano solo grazie alla
geografia, allo spazio, o più semplicemente, grazie al suolo.
Si
racconta che Latona, incinta e raminga, condannata dalla gelosa Era a
non trovare posto alcuno sulla terra per partorire i suoi gemelli,
sia infine approdata a Delo, isola galleggiante in mezzo alle Cicladi
- non più mare, non ancora terraferma - dove infine sarebbe riuscita
a dare alla luce Apollo e Artemide, eludendo la maledizione.
sabato 26 luglio 2014
Es patrìda gaian #4
La
strada che porta a Epidauro è poco frequentata. Si ripetono curve
dolci, saliscendi morbidi, immersi nel verde dei pini marittimi.
Sembra quasi che anche il sole qui sia più clemente, più umano, e
non il solito mediterraneo disco di ferro battente. Non stupisce che
il santuario dedicato ad Asclepio l'abbiano voluto fondare in questi
luoghi: come per le case di cura moderne, immerse in quelle
scenografie bucoliche e agresti che, in fondo, fanno sempre
immalinconire un po'.
Assieme
a Olimpia e a Delfi, per ragioni affatto diverse, Epidauro è stato
un centro di raccolta e pellegrinaggio di importanza notevole per la
civiltà greca. Il santuario doveva essere in un qualche modo un
luogo paragonabile alla Lourdes moderna, in cui si va per ricevere la
guarigione dal dio, in questo caso Asclepio.
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